Press Tour

La Daunia: passeggiando e assaggiando

Nel primo articolo dedicato al Press Tour ad Orsara di Puglia, che potete trovare qui, organizzato dalla Cooperativa Frequenze, ho raccontato della storia di questo paese, delle sue tradizioni e degli eventi, con la promessa che nel prossimo articolo vi avrei raccontato della cultura enogastronomica che ho avuto l’opportunità di scoprire.
Raccontandovi della cucina e del buon vino non posso non citare il portabandiera delle eccellenze del territorio, lo chef contadino Peppe Zullo.

Per tutto il tour ho soggiornato presso Nuova Sala Paradiso, dello chef Zullo e ho avuto l’opportunità di scoprire una persona sincera e genuina, come lo è anche la sua cucina.

Peppe Zullo

Chi è Peppe Zullo e perché lo chiamano Chef contadino?

Nato e cresciuto ad Orsara di Puglia, negli anni ’60 si trasferisce negli Stati Uniti e dopo varie esperienze lavorative, nel 1978 apre il suo primo ristorante “ Il Buongustaio” che proponeva la cucina italiana.
Poi da lì ha iniziato a fare esperienze prima a Las Vegas, poi a Los Angeles ed infine in Messico.
Ritornato in Italia ha aperto Villa Jamele e Villa Nuova Paradiso.

La sua cucina è fatta di ingredienti semplici e genuini, ma esaltandoli in modo magistrale come la Borragine che la propone fritta in pastella, la chiama Ostrica della Daunia o la famosissima Parmigiana di Borragine presentato come Piatto all’Expo di Milano.

 

Villa Jamele

Villa Jamele, oltre ad essere una meravigliosa location per matrimoni ed eventi, è presente un incantevole boschetto che è una vera e propria miniera di erbe spontanee, con animali, fiori e orto.

Durante la passeggiata, lo chef Zullo ci ha fatto scoprire e riconoscere le erbe spontanee e frutti come il gelso, io durante la visita mi sono presa un break e mi sono piazzata sotto le piante e ne ho mangiate tantissime.

Segnalo anche che presso Villa Jamele è possibile fare dei corsi di cucina, sia per esperti, che per food lover.
Non nego che un pensierino a partecipare ad un corso presso Villa Jamele non mi abbia sfiorato, anche perché avrei l’opportunità di scoprire e imparare a valorizzare le erbe spontanee, che sono le basi della sua cucina contadina.

Valorizzare ciò che la natura ti dona rendendola protagonista di piatti eccezionali.

Nuova Sala Paradiso

Oltre Villa Jamele, lo Chef è proprietario di Villa Nuova Paradiso che come vi ho detto ho avuto l’opportunità di soggiornarci per tutto il tour.

La Mattina mi alzavo presto e mi precipitavo fuori nel terrazzino per godermi il magnifico panorama che avevo dinnanzi a me: una distesa di filari di viti, con la vista all’orizzonte del centro storico di Orsara di Puglia che sembra molto simile ad un paese/presepe.

 

Per molti potrà sembrare banale o altro, ma tutto questo mi dava pace e tranquillità.

Le colazioni erano super genuine con ciambelloni, crostate con marmellate prodotte da loro o la meravigliosa rivisitazione del Pasticciotto pugliese, con crema pasticciera e confettura al sambuca.
Presso Nuova Villa Paradiso, oltre al ristorante dove ho avuto l’opportunità di pranzare e visitare la cucina al suo interno, ho assaggiato anche i suoi ottimi vini.

 

Cantina Paradiso

Credo che negli ultimi anni, soprattutto grazie al blog, ho avuto l’opportunità di visitare molte cantine, ma quella di Peppe Zullo è quella che mi ha lasciato senza parole.
La Cantina Paradiso, premiata alla Biennale Internazionale di Architettura a Venezia nella sezione “Cattedrali del Vino”, è un luogo magico perché sembra di camminare in un borgo in miniatura, con stradine, delle piccole piazze e location uniche, tutto posto nel sottosuolo del suo vigneto.


La cantina è stata progettata dall’architetto Nicola Tramonte con la collaborazione del Maestro d’Arte Leon Mari.
All’interno ci sono varie stanze dove si possono organizzare cene, eventi, o convegni nella sala cinema.
Nei 4 ettari di terreno che circondano la tenuta si coltivano il Tuccanese, Nero di Troia, Merlot e Cabernet.

Un luogo magico che consiglio di visitare, soprattutto agli appassionati.

Queste giornate insieme allo Chef, portavoce del motto “Simple food for intelligent people”,  mi ha permesso di capire la sua passione e l’amore per la sua terra.

Una forza della natura, con mille idee e progetti, era la prima persona che vedevo la mattina presto e l’ultima la sera.

Un uomo che vive la vita al massimo, che ama condividere, far conoscere e trasmettere la sua grande passione “mangiare bene e sano con i prodotti dell’orto”.

 

Il Moleno  d’Acqua del Ponte

Nei giorni del Press Tour inoltre ho avuto l’opportunità di visitare Il Moleno d’acqua del Ponte a Bovino lungo il fiume Cervaro, nel cuore dei Monti Dauni.
L’unico ancora funzionante nella Regione.
Un Mulino pieno di storia, che produce farina dal 1500, è un luogo che racconta la sua storia fatta di lavoro, di passione, di recupero della tradizione della terra, del vivere sano e sostenibile. L’Associazione portata avanti dalla famiglia Grasso tramanda da decenni, di generazione in generazione, questo concetto di sostenibilità, tradizione e salute.


La struttura è un complesso di macine e mulini ad acqua orizzontale, ben diverso dal modello che siamo abituati a vedere spesso, soprattutto al Nord Italia cioè il mulino verticale come quello del Mulino Bianco, per intenderci. Il prototipo de “Lo Moleno d’acqua del Ponte” risale ad oltre 4 secoli, quando ogni mulino ad acqua era attivato a mano con una macina, che riusciva a sfamare il fabbisogno per quattro o cinque famiglie.
Entrando all’interno del Mulino, si fa un tuffo nel passato ci si imbatte in travi in legno a vista e strumenti da lavoro autentici come: mortelle, bascule, mola ad acqua manuale, pale in metallo e macine.
Un recupero della struttura che lo ha fatto diventare un Museo diffuso, dove i titolari raccontano e fanno la dimostrazione dal vivo della trasformazione della farina.

Il momento più emozionante è quando hanno attivato il Mulino ad Acqua e ho potuto assistere alla sua forza.

Le porte del Moleno sono aperte. Per qualsiasi informazione +39 333 8346883 –  info@lomolenodacquadelponte.it

 

Agriturismo Piana delle Mandrie

Una cosa che non avrei mai immaginato di fare è il formaggio. Invece grazie al press tour e alla visita presso l’Agriturismo Piana delle Mandrie, dove oltre a mangiare benissimo in una struttura meravigliosa, ho fatto il formaggio.


Questo agriturismo all’interno ha un Caseificio, dove realizzano il formaggio che portano in tavola. Mi sono divertita a realizzare i nodini di mozzarella, il caciocavallo podolico e il primo sale. Un’azienda agricola che esiste dagli anni ’40 e che si occupava di coltivazioni, oltre che ad avere un allevamento di mucche.


Nel 2000 si è trasformata in un caseificio aziendale e solo successivamente, precisamente nel 2005, l’attuale titolare, Nicola Consiglio, ha intrapreso questa nuova avventura: aprire l‘agriturismo.
Consiglio di fermarvi a mangiare perché non ve ne pentirete, una cucina che prende ispirazione principalmente dalla sua Puglia, ma anche dalla Lucania o dal Molise.

Sapori autentici, della terra, della tradizione rinnovata, che stiamo un po’ dimenticando, ma che dovremmo valorizzare come sta facendo sapientemente Nicola.

Cosa Visitare intorno ad Orsara:

Troia

Città che quest’anno festeggia i 1000 anni di storia che per la meraviglia del borgo è stata premiata con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Da visitare:

La Concattedrale di Santa Maria Assunta, il fulcro della cittadina, fondata nel 1019,  dal catapano bizantino nell’ambito del progetto di rafforzamento contro i Longobardi di Benevento.


La parte più significativa della facciata è il rosone, non solo per l’evidente bellezza, ma anche per la connotazione simbolica. Realizzato con la tecnica scultorea a traforo è composto da undici colonne (il numero degli apostoli senza considerare Giuda Iscariota il traditore) e poi suddiviso in undici spicchi decorati con diaframmi traforati diversi tra loro.


Un’altra caratteristica della facciata, piuttosto rara nelle chiese antiche d’Italia, è la presenza delle porte di bronzo.
La Concattedrale oltre a stupirvi fuori, consiglio di visitarla anche al suo interno: composta da tre navate divise tra loro da tredici colonne marmoree, troviamo nuovamente un numero dispari. Entrando dal portone centrale noterete che la prima colonna sulla destra è doppia. Simbolicamente il numero tredici rappresenta Gesù con i suoi apostoli.

 

Da provare assolutamente

Pasticceria Artigianale Lucia Casoli

Dopo aver visitato la Concattedrale vi consiglio una tappa super golosa presso la Pasticceria Artigianale Lucia Casoli, gustarvi la Passionata, un dolce a base di ricotta, pasta di mandorle e Pan di Spagna.

Elda Cantine

Dopo il dolce vi consiglio un’altra tappa, presso le Cantine Elda, un’azienda che ha riportato il Vino Nero di Troia nella sua cittadina, acquistando terreni fertili. Presso la cantina potrete sia acquistare del vino o prenotare una degustazione guidata con i loro enologi.

 

Deliceto

Il paese è citato per la prima volta in alcuni documenti medievali con il nome di Ilicetum, Dulcitum e Dulcito.
Dopo la caduta dell’impero romano il borgo venne conquistato da bizantini, longobardi e normanni, che resero l’abitato un borgo fortificato e nella seconda metà dell’undicesimo secolo, costruirono un castello.

Castello Normanno Svevo

Il Castello Normanno Svevo, è stato costruito su una punta rocciosa e realizzato con pietre prese nelle contrade circostanti e poi legate tra loro secondo un intreccio irregolare. La particolarità del castello è il grande cortile.


Nato come come luogo di difesa contro tutte le incursioni esterne da parte dei Saraceni, viene poi conquistato da Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi, che, hanno trasformato la struttura in base alle loro esigenze e tradizioni, senza però stravolgere il suo carattere difensivo.


Nel 1902 la fortezza viene dichiarata Monumento Nazionale, all’interno è presente uno stemma rettangolare scolpito nella pietra che risale al 1444 e appartenente ai Piccolomini D’Aragona.

Per info cliccate qui

Curiosità:

Sant’Alfonso Maria de’Liguori, l’autore della famosa“Tu scendi dalle stelle” ha composto questa famosissima canzone conosciuta in tutto il mondo, presso il Santuario di Santa Maria della Consolazione a Deliceto.

Foggia

Dormire

Un consiglio: se dovete soggiornare a Foggia vi consiglio B&b al Volo, a pochi passi dalla stazione. Struttura nuova e titolare gentilissima.

La mattina della partenza mi ha fatto trovare delle pizze da mangiare durante il viaggio, che dire se non gentilissima.

Per un aperitivo o cena

Vi consiglio una vineria nel cuore del centro storico di Foggia, presso Piazza Federico II, Anime Brille. Ottimo cibo, ottimo vino e location meravigliosa. Un locale se vi trovate in zona da non perdere assolutamente.

 

Ringrazio nuovamente la Cooperativa Frequenze, in particolare Francesca Capacchione, per avermi dato l’opportunita di partecipare a questo meraviglioso Press Tour dove mi ha dato nuovamente occasione di poter apprezzare il calore tipico della Puglia che io amo tantissimo.

in collaborazione con